Ciao a tutti il post di oggi parla del grande amore della vita del signor Bomprezzi,sua moglie e ompagna di vita Nadia.Tutto inizia in una mattina d'inverno nella quale il nostro narratore va ad una conferenza stampa,è l'anno dell'handicappato,ma come lui stesso sottolinea è in veste di giornalista,è il 1981 e i termini per descrivere la disabilità sono:persona con bisogni speciali,persona disabile e cos' via altri termini,è una cosa positiva perchè per la prima volta si parla di handicap,ossia gli ostacoli che ci stanno attorno,come ad esempio le barriere.Il nostro narratore inizia a parlare premettendo che è li come giornalista "normale" e non come "handicappato",quando ad un certo punto si accorge di due occhi fissi che lo guardano con un'attenzione particolare,è Nadia una bella ragazza magra e muscolosa,in carrozzina,si trova lì per l'Aspea,associzione sportiva paraplegici padovani.La conferenza finsce presto e il presidente di consiglio di quartiere gli presenta Nadia.Parlano un pò,Nadia lo invita ad un allenamento di basket in carrozzina per conoscere un pò lo sport,ma Franco avverte un segnale strano,e ha ragione non si lasceranno più.
Credo che questo racconto insegni molto a riguardo del fatto che le persone disabili proprio come chiunque altro hanno una vita sentimentale,fa parte della vita di ogni persona e che quando incontriamo una persona disabile,in genere si tende a vedere solo la sua disabilità e non quello che c'è oltre,un disabile è anche un lavoratore,un famigliare o uno sportivo,non solo una disabilità.Tutti meritiamo la felicità,e viverla con la persona della nostra vita.Lisa
ciao lisa... molto interessante questo tuo nuovo post.
RispondiEliminahai proprio ragione,non bisogna fermarsi solo davanti alle apparenze, perchè dietro un disabile molte volte si nasconde una grande persona!vanessa
ciao lisa!!
RispondiEliminaio che ho letto questo libro devo proprio farti i complimenti perchè hai saputo cogliere veramente bene tutti i significati importanti dei contenuti.
Nadia è stata per l'autore una persona di riferimento e insieme hanno fatto molto soprattutto per loro due che come dici tu,non si sono arresi di fronte alla disabilità ma purtroppo la vita presto li ha divisi... Laura