Spesso quando si vede una persona disabile si vede solo la sua disabilità,cosa ne pensi?

sabato 12 dicembre 2009

Il dolore


Ciao a tutti in questo nuovo post il nostro narratore ricorda un'emozione non facile e piacevole,il dolore.
La prima volta che senti dolore è inaspettato,ti toglie il fiato, non si sa come reagire,sopattutto perchè i genitori ti insegnano il mondo,ma non ti insegnano il dolore che invetabilmente ognuno di noi ha provato o proverà.
Per il signor Bomprezzi il primo ricordo di dolore è bianco, un incubo bianco,il bianco della sala operatoria dove il suo corpicino di bambino veniva ingessato,per modificare quel corpo,per renderlo " normale".La mamma era sempre presente a quelle visite,lo teneva in braccio fino a che non arrivava il momento in cui i medici lo prendevano e iniziavano il calvario di mettere quelle ossa di vetro in una posizione "giusta".Il male a volte può essere paura,sapeva che evrebbe sentito male,e soffriva ancora prima che iniziasse la visita,per fortuna il sorriso rassicurante della mamma era sempre presente in quella sala.Finito tutto questo,non vedeva l'ora di tornare nella sua stanza piena di giochi,e così tornava il sorriso,un sorriso un pò triste che sembra giustificare il fatto che a volte accadano cose più grandi noi che non riusciamo a spiegarci,come essere disabili.Un ricordo doloroso che avrebbe voluto condividere è quello dell'annuncio ai suoi genitori della sua disabilità,che ti coglie di sorpresa.
Penso che a volte sorridere difronte a cose che non riusciamo a spiegarci sia l'unica cosa da fare, può capitare che il destino venga modificato da eventi inaspettati,che la nostra vita cambi.
Soffrire fa parte dell'esistenza,ognuno di noi prima o poi prova questa emozione che arriva all'improvviso e fa fatica ad andarsene,laciando segni dentro di noi che ci rendono quello che siamo,nessun genitore vorrebe far provare quetso al proprio figlio,ma ci penserà la vita a farlo,l'importante è guardare sempre avanti e continuare il proprio percorso.Lisa

4 commenti:

  1. Ciao Lisa, ho letto il post. Parliamo di dolore. Sembra un sentimento distante, ma non è così sopratutto nella quotidianità delle nostre giovani vite. Noi ci stiamo alleenando al dolore e abbiamo cominciato a soffrire quando abbiamo emesso il primo vagito, respinti dall'utero materno. Il dolore è soggettivo e non quantificabile perchè ogni persona vive il proprio e soffre durante le esperienze differenti che la vita le propone e possono essere piccole o grandi, ma comunque uniche. Il dolore n on è un quattro a scuola o una multa per divieto di sosta, ma è per esempio il sentirsi inetti alla vita, sfigati, respinti dalla società perchè non siamo come ci vuole. Ma tornando al signor Bonprezzi, egli aveva tutto il DIRITTO di vivere la sua vita con un corpo normale però il destino lo ha voluto un DIVERSO. Penso al dolore di questo bambino/uomo a dover accettare non solo un corpo ma anche una vita diversa dagli altri, e secondo me questo è stato il suo dolore più grande. E se mi permetti non solo il suo, ma anche dei suoi genitori, accettare una vita fatta di compromessi e di rinunce. Quindi l'accettazione è un cammino doloroso. Grazie Lisa di avermi dato l'occasine di riflettere. Liiiiss!

    RispondiElimina
  2. ciao lisa ti ringrazio per i commenti nel mio blog. per quanto riguarda il tuo post sul "dolore" sono pienamente d'accordo con Bomprezzi quando dice che i genitori nn insegnano il dolore!!! Ogni persona però ha la propria soglia di dolore! bacio

    RispondiElimina
  3. il dolore è una cosa soggettiva,comunque chi piu e chi meno prova dolore nella propria vita...mi piacerebbe approfondire questo argomento con altre persone...nel frattempo aspetto il tuo prossimo blog!sei grande! vanessa

    RispondiElimina
  4. Siamo nati per vivere, e vivere comporta anche la sofferenza, ma non necessariamente siamo nati per soffrire.
    Il dolore come la gioia è una componente fondamentale per ognuno di noi.
    Il dolore può anche essere un occasione di crescita dell'individuo, l'importante è trarne esperienza e continuare a guardare avanti.
    Bel blog comunque, complimenti!

    RispondiElimina