
Ciao a tutti, spero abbiate passato un buon natale, e auguri per capodanno!!!
tornando al nostro libro,questa volta il nostro narratore preferitoci racconta della sua pancia.
Inizia dicendo che non si ricorda magro,il rapporto con il suo peso è sempre stato conflittuale.Senza dubbio il suo handicap più grave è la pancia,inutile,grottesca,invadente,impedendoli i movimenti e sconvolgendo il suo baricentro.
Nemmeno le foto lo aiutano,dapiccolo in effetti non era grasso,ma solo fragile.
Gli raccontarono che già da bambino un medico innorridì all avista della sua pancia e intimò ai genitori di farlo dimagrire,ancora quando era nell'età dove tutti siamo "uguali",qaundo ancora non aveva sensi di colpa,non aveva la percezione della diversità.Il nostro narratore racconta che dentro di sè ha sempre l'impressione di essere molto alto,raggiungere e superare il metro e ottanta.
Se è vero che è molto alto,le regole dell'accrescimento comportano conseguenze,stare seduti a lungo comporta una predisposizione all'immagazinamento di riserve nelle zone meno esposte.
Non serve dirlo ma,è alto e magro,un gran bell'uomo.
E' strano pensare come per esempio per tanti la pancia sia un gran problema,così lontana dalla testa,dal centro dei pensieri eppure riesce ad essere spesso presente,negativamente.Questo racconto ci dimostra che una persona disabile non è solo la sua disabilità,è una persona fatta così,diversa da me, da te ,da chiunque,come tutti del resto,è semplicemente così come è.
il nostro narratore dimostra di essere talmente a suo agio con se stesso,a differenza di molti "normali"che ritiene la sua pancia l'handicap.Lisa
ciao Lisa, beh questo tuo post mi ha fatto sorridere e riflettere. ho sorriso perchè, ancora una volta viene dimostrato palesemente che un disabile non è diverso dal resto del mondo... quante volte ci viene detto che siamo troppo bassi, troppo magri, troppo brutti... molti di noi ci cascano e si affliggono convinti di avere qualche cosa che non va, altri invece se ne fregano e continuano ad amare il proprio corpo come quel mezzo che ci permettere di vivere, di sentire, di guardare e di toccare una vita meravigliosa. il protagonista del tuo libro è una persona comunissima, considera la sua pancia (se non ho capito male)una specie di handicap.. ma quale uomo nel 2010 non lo fa? a frotte se ne vanno tutti in palestra per smaltirla.. un diversamente abile è una persona comunissima, normale, come tante e non è un handicap che lo rende diverso in tutto e per tutto dagli altri.. ciao!Linda
RispondiEliminaPenso che quello che hai scritto sia un "problema" comune a molti uomini, anche se avere una pancia grossa sia un pò troppo esagerato ritenere che questo sia un handicap.
RispondiEliminaE' la societa stessa che attraverso i media ti propina sempre modelli stereotipati di uomini (e donne) perfetti che trasforma certe semplici diversità in handicap, la normalità è un'altra cosa, la normalità siamo noi stessi.