Spesso quando si vede una persona disabile si vede solo la sua disabilità,cosa ne pensi?

giovedì 3 dicembre 2009

La solitudine


Questa volta il signor Bomprezzi ci racconta della solitudine.Il ricordo risale alle scuole medie,lui è identificato come studente invalido, in quanto tale mentre la classe si trova a fare educazione fisica lui è nel giardino della scuola,solo,a disegnare, con la sola compagnia di un ape che si avvicina e che contribuisce a farlo sentire all'aperto, a contatto con la natura.Passano gli anni e un ulteriore ricordo si fa vivo,è in sella al suo motorino su di una strada di campagna poco trfficata che costeggia un corso d'acqua,è alla ricerca di un angolo appartato dove poter leggere un libro,questa sensazione per lo scrittore è inebriante,poter leggere in pace,in perfetta solitudine,così scopre che la solitudine è un ottima compagna,non ti disturba mai.
Un ulteriore ricordo emerge,questa volta la solitudine non è un'amica,è paura,è solo e non riesce a respirare per un'isufficienza respiratoria,ormai la convinzione che la morte è sempre più vicina diventa quasi certezza, solo nella stanza d'ospedale non sa cosa fare, chi chiamare, quando ad un certo punto un infermiere entra nella stanza, chiama un medico, il nostro narratore viene salvato.
Con questi ricordi si ha l'esempio di come la solitudine possa essere piacevole,e di come possa essere pericolosa.Voi cosa dite, la solitudinde è nemica o amica? Lisa

2 commenti:

  1. ciao lisa, questa storia mi ha fatto commuovere, non lo ho mai provato ma immagino che essere messi da parte sia terrificante...però lui ha trovato un'aspetto un'aspetto positivo:la solitudine è un'ottima compagna!!! non sono d'accordo perchè noi esseri umani abbiamo sempre bisogno di una'appoggio, forse è una giustificazione per lui stesso... bacio valentina

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  2. sei sempre bravissima,e riesci ad interpretare bene le emozioni dello scrittore...vorrei leggere anche io questo libro!complimenti!!! vanessa

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