Spesso quando si vede una persona disabile si vede solo la sua disabilità,cosa ne pensi?

lunedì 28 dicembre 2009

La pancia


Ciao a tutti, spero abbiate passato un buon natale, e auguri per capodanno!!!
tornando al nostro libro,questa volta il nostro narratore preferitoci racconta della sua pancia.
Inizia dicendo che non si ricorda magro,il rapporto con il suo peso è sempre stato conflittuale.Senza dubbio il suo handicap più grave è la pancia,inutile,grottesca,invadente,impedendoli i movimenti e sconvolgendo il suo baricentro.
Nemmeno le foto lo aiutano,dapiccolo in effetti non era grasso,ma solo fragile.
Gli raccontarono che già da bambino un medico innorridì all avista della sua pancia e intimò ai genitori di farlo dimagrire,ancora quando era nell'età dove tutti siamo "uguali",qaundo ancora non aveva sensi di colpa,non aveva la percezione della diversità.Il nostro narratore racconta che dentro di sè ha sempre l'impressione di essere molto alto,raggiungere e superare il metro e ottanta.
Se è vero che è molto alto,le regole dell'accrescimento comportano conseguenze,stare seduti a lungo comporta una predisposizione all'immagazinamento di riserve nelle zone meno esposte.
Non serve dirlo ma,è alto e magro,un gran bell'uomo.
E' strano pensare come per esempio per tanti la pancia sia un gran problema,così lontana dalla testa,dal centro dei pensieri eppure riesce ad essere spesso presente,negativamente.Questo racconto ci dimostra che una persona disabile non è solo la sua disabilità,è una persona fatta così,diversa da me, da te ,da chiunque,come tutti del resto,è semplicemente così come è.
il nostro narratore dimostra di essere talmente a suo agio con se stesso,a differenza di molti "normali"che ritiene la sua pancia l'handicap.Lisa

sabato 19 dicembre 2009

Nadia


Ciao a tutti il post di oggi parla del grande amore della vita del signor Bomprezzi,sua moglie e ompagna di vita Nadia.Tutto inizia in una mattina d'inverno nella quale il nostro narratore va ad una conferenza stampa,è l'anno dell'handicappato,ma come lui stesso sottolinea è in veste di giornalista,è il 1981 e i termini per descrivere la disabilità sono:persona con bisogni speciali,persona disabile e cos' via altri termini,è una cosa positiva perchè per la prima volta si parla di handicap,ossia gli ostacoli che ci stanno attorno,come ad esempio le barriere.Il nostro narratore inizia a parlare premettendo che è li come giornalista "normale" e non come "handicappato",quando ad un certo punto si accorge di due occhi fissi che lo guardano con un'attenzione particolare,è Nadia una bella ragazza magra e muscolosa,in carrozzina,si trova lì per l'Aspea,associzione sportiva paraplegici padovani.La conferenza finsce presto e il presidente di consiglio di quartiere gli presenta Nadia.Parlano un pò,Nadia lo invita ad un allenamento di basket in carrozzina per conoscere un pò lo sport,ma Franco avverte un segnale strano,e ha ragione non si lasceranno più.
Credo che questo racconto insegni molto a riguardo del fatto che le persone disabili proprio come chiunque altro hanno una vita sentimentale,fa parte della vita di ogni persona e che quando incontriamo una persona disabile,in genere si tende a vedere solo la sua disabilità e non quello che c'è oltre,un disabile è anche un lavoratore,un famigliare o uno sportivo,non solo una disabilità.Tutti meritiamo la felicità,e viverla con la persona della nostra vita.Lisa

sabato 12 dicembre 2009

Il dolore


Ciao a tutti in questo nuovo post il nostro narratore ricorda un'emozione non facile e piacevole,il dolore.
La prima volta che senti dolore è inaspettato,ti toglie il fiato, non si sa come reagire,sopattutto perchè i genitori ti insegnano il mondo,ma non ti insegnano il dolore che invetabilmente ognuno di noi ha provato o proverà.
Per il signor Bomprezzi il primo ricordo di dolore è bianco, un incubo bianco,il bianco della sala operatoria dove il suo corpicino di bambino veniva ingessato,per modificare quel corpo,per renderlo " normale".La mamma era sempre presente a quelle visite,lo teneva in braccio fino a che non arrivava il momento in cui i medici lo prendevano e iniziavano il calvario di mettere quelle ossa di vetro in una posizione "giusta".Il male a volte può essere paura,sapeva che evrebbe sentito male,e soffriva ancora prima che iniziasse la visita,per fortuna il sorriso rassicurante della mamma era sempre presente in quella sala.Finito tutto questo,non vedeva l'ora di tornare nella sua stanza piena di giochi,e così tornava il sorriso,un sorriso un pò triste che sembra giustificare il fatto che a volte accadano cose più grandi noi che non riusciamo a spiegarci,come essere disabili.Un ricordo doloroso che avrebbe voluto condividere è quello dell'annuncio ai suoi genitori della sua disabilità,che ti coglie di sorpresa.
Penso che a volte sorridere difronte a cose che non riusciamo a spiegarci sia l'unica cosa da fare, può capitare che il destino venga modificato da eventi inaspettati,che la nostra vita cambi.
Soffrire fa parte dell'esistenza,ognuno di noi prima o poi prova questa emozione che arriva all'improvviso e fa fatica ad andarsene,laciando segni dentro di noi che ci rendono quello che siamo,nessun genitore vorrebe far provare quetso al proprio figlio,ma ci penserà la vita a farlo,l'importante è guardare sempre avanti e continuare il proprio percorso.Lisa

martedì 8 dicembre 2009

Gli amori


Ciao a tutti questa volta i ricordi del nostro narratore parlano d'amore,sentimento conosciuto da tutti ,il più nobile e desiderato.1)Il primo ricordo d'amore risale alla seconda media circa,è una compagna di classe,che non saprà mai di piacere a Franco, perxhè il suo guardare deve rimanere privato,ancora prima di un sentimento, sente la distanza e non tenta nemmeno di avvicinarsi,è questo il primo sintomo d'amore,il non poter dire,il non poter fare.Seduto sulla sia carrozzina,che lo fa sentire impotente,che non dà scelta,lo lascia andare solo davanti e indietro, mai di lato.Comincia a sognare un amore impossibile,nonostante tutto si sente uomo.
2)Altro ricordo riaffiora,il bisogno di sesso.Il narratore racconta di come ha passato troppe volte solo ad immaginare un contatto fisico, un'emozione senza la mediazione del pensiero,una sera, poco più che vent'enne gira per Padova per trovare una prostituta, per sentire finalmente quell'emozione tanto desiderata.Vede una ragazza bella ed elegante,viene colpito da questa,quando si ferma da lei non sembra impressionata e accetta,portando anche un'amica,l'esperienza si rivela dolcissima,pulita e senza problemi.
3)Una voce può fare innamorare?Si,è il meglio che si riceve da una persona senza il vincolo del corpo,con la voce siamo tutti pari.Il signor Bomprezzi racconta di come si sia innamorato di un'amica che lavorava in un programma radiofonico,la sua voce teneva compagnia,la voce di una ragazza bellissima,pura, troppobella per questo mondo.
Questi racconti ci insegnano che l'amore è un sentimento che appartiene a tutti,che in alcuni casi il fisico è un vincolo,come ad esempio con la voce possiamo trovarci tutti sullo stesso piano e confrontarci senza pregiudizi o altro.Lisa

giovedì 3 dicembre 2009

La solitudine


Questa volta il signor Bomprezzi ci racconta della solitudine.Il ricordo risale alle scuole medie,lui è identificato come studente invalido, in quanto tale mentre la classe si trova a fare educazione fisica lui è nel giardino della scuola,solo,a disegnare, con la sola compagnia di un ape che si avvicina e che contribuisce a farlo sentire all'aperto, a contatto con la natura.Passano gli anni e un ulteriore ricordo si fa vivo,è in sella al suo motorino su di una strada di campagna poco trfficata che costeggia un corso d'acqua,è alla ricerca di un angolo appartato dove poter leggere un libro,questa sensazione per lo scrittore è inebriante,poter leggere in pace,in perfetta solitudine,così scopre che la solitudine è un ottima compagna,non ti disturba mai.
Un ulteriore ricordo emerge,questa volta la solitudine non è un'amica,è paura,è solo e non riesce a respirare per un'isufficienza respiratoria,ormai la convinzione che la morte è sempre più vicina diventa quasi certezza, solo nella stanza d'ospedale non sa cosa fare, chi chiamare, quando ad un certo punto un infermiere entra nella stanza, chiama un medico, il nostro narratore viene salvato.
Con questi ricordi si ha l'esempio di come la solitudine possa essere piacevole,e di come possa essere pericolosa.Voi cosa dite, la solitudinde è nemica o amica? Lisa

giovedì 26 novembre 2009

Il mare


Ciao a tutti è il mio nuovo post, leggetelo , spero vi piaccia !!!
Questa volta il signor Bomprezzi racconta iniziando dall'acqua, dal mare.Racconta di quando da piccolo il padre lo solleva dalla carrozzina per portarlo in spiaggia, dato che e all'epoca non esistevano gli accessi al mare come le passerelle in legno o
cemento.Ecco il vero e proprio ricordo:lo stupore del suolo,essere appoggiati su di un'asciugamano.In quei momenti vive la libertà degli altri sensi libero dal tutore ortopedico,emozionante è anche la prima volta che sente il rumore della terra senza la mediazione della carrozzina.
Facciamo un salto indietro nel tempo,a 18 anni:il nostro narratore è immerso nel mare,arriva la voglia di nuotare,è una sensazione di leggerezza, lì sotto al'acqua dove non si vedono le gambe, dove non conta la forma che hai, ma i movimenti che fai per rimanere a galla.Si sente eterno, quasi bello e felice, è una sensazione da no dimenticare ,ora sa che si può essere liberi.
Secondo me la libertà è molto di più della capacità di correre o camminare, è una concezione personale del nostro spirito, in quanto tale chiunque può esserlo.Lisa

Ci sono diversi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito.
Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero.
Jim Morrison da un'intervista a cura di Lizze James, 1968

venerdì 20 novembre 2009

IO SONO COSì

Ciao a tutti, vorrei iniziare spiegando di come il libro di cui parla il mio blog sia formato da diversi brevi capitoli ,intitolati secondo l'esperienza o scelta di vita che lo scrittore vuole raccontare.Il libro inizia con il capitolo intitolato:

IO SONO COSì
Franco Bomprezzi decide di cucire la memoria con il filo dei ricordi,a tutti noi capita di ricordare episodi passati della nostra vita.A volte i ricordi tornano d'improvviso e dolorosi,magari perchè un profumo, un aroma ci porta inditro nel tempo ed è propiro in quel momento che ci coglie di sorpresa il ricordo,le sensazioni, i sentimenti ad esso collegati.E' prorpio per questo motivo che lo scrittore decide di raccontare,di ordinare eventi e scelte di una vita vissuta accompagnato da una nemica amica,la sedia rotelle.

venerdì 30 ottobre 2009

ciao a tutti !!


Ciao a tutti questo è il mio primo post , in questo blog voglio parlare di un libro che sto leggendo che parla di una persona disabilie e di come vive la sua disabilità nella vita di tutti i giorni..... Collegatevi numerosi

Lisa